venerdì 10 luglio 2009

i come e i perchè del blogger ...

Per ora ho individuato solo questi, e non tutti sono riuscita ad espanderli. 
cosa mettere in più??
  • comunicare e quindi rieleborare contenuti
  • incominciare a pensare per il blog, espandere i pensieri
  • condividere esperienze
  • dare consigli
  • farsi leggere
  • leggere cosa pensano gli altri
  • fare cultura
  • insegnare e trasmettere
  • pubblicizzare
  • creare rete e snodi
  • interagire
  • creare gruppi di pensiero e/o pressione - fare evolvere concetti e partecipazione 
  • fare politica
  • imparare l'uso di css e html, template oggetti multimediali come forme di comunicazione non verbale, in uno spazio virtuale, e che arricchiscono il contenuto del post e/o del blog
  • esplorare parti di se non esplorate o non dette, che ha anche una funzione sociale, di tradurre se stessi ad un "pubblico" (ma anche in modo celato)
  • costruire una identità alias
  • riflessione antropologica
  • solitudine
  • vendita/vendere
  • mettersi in mostra
  • bisogna avere il  tempo di farlo
  • problem solving collettivo
  • imparare a taggare un post e categorizzarlo - costruire una mappa concettuale di se stessi o della propria passione
  • guardare il mondo

ri-educare al desiderare ...

i giovani. sembra banale perchè è dell'età dei giovani l'esplodere del desiderio ...

giovedì 9 luglio 2009

una bella riflessione sugli uomini -maschi e il loro essere

portatori di disagio

cultura digitale e privacy

a proposito qui...


dopo che anche la mia amica oracola e morfeus (per me così sono questi simpatici abitanti del pianeta terracqueo che ormai sono entrati in matrix) hanno dato credito al mio ruolo di blogger, sono di fatto costretta a dare credito a ciò che sento attorno alla questione privacy, e al modo in cui in motori di ricerca (google in primis) aggregano i dati che noi usiamo e cerchiamo e li connettono inesorabilmente al nostro id e quindi alla nostra email. 
facendo un lavoro di profilazione.

e chissenefrega direte voi. 
esattemente come mi sono detta io per anni. 
mica ho nulla da nascondere io.
infatti, ma se penso al lavoro quotidiano di ricerca di materiali che faccio, l'impegno da blogger (e oramai trattandone un numero superiore a 6 ca anche se con cadenze differenti), le info che cerco per me e per la famigliola, cazzate epiche comprese, vada se che il mio profilo si tradurrebbe già in un faldone assai corposo. 
a maggior ragione da quando il mio abbonamento è flat.
aggiungo inoltre, se ciò che ho sentito in radio (popolare) e di cui purtroppo non ho preso gli estremi, e cioè che gmail cioè google profila (anche se in modo anonimo) le mail per fornirci suggerimenti e suggestioni per gli acquisti, in base alle nostre mail e quelle degli amichetti nostri .. beh il panorama della profilazione dei nostri dati diventa piuttosto importante.

diabolico? no!
grave? no so.
ma sapere è già un passo avanti e magari arrivare in futuro a capire e scegliere con consapevolezza sarà importante, necessario e pure fondamentale.

accettasi volentieri correzioni, precisazioni, link e esplicazioni più "adeguate"

crowdsourcing

Le aziende e i creativi low cost migliaia di collaboratori via web

Insegnare ai "nativi" nello spazio mediato di rete

Insegnare ai "nativi" nello spazio mediato di rete

mercoledì 8 luglio 2009

se ... il "corpo delle donne" dà fastidio è proprio quando ...

queste non stan zitte a far la velina ...


diciamo che ...
se poi le donne oltre a stare zitte e stirare diventassero anche assi da stiro sarebbe una bella quadratura del cerchio

martedì 7 luglio 2009

telegramma con allegato

TXT 


lasciata figlia grande in luogo vacanza presso XXXXX - belle stanze - maneggio ok - educatori competenti - recupero sabato 11 c.m. - sopravvissute prima notte senza familiari conosciuti - crisi abbandoniche materne e filiali superate. 

baci m.


tornando da xxxxxx, infilavo le mille curve dell'oltrepò pavese costellate da colline, caldo e colori.

architetture naturali ricche e impreviste, collina dopo collina, curva dopo curva.

ho pensato che avrei detto, qui, nel blog la fatica di questo primo salutare la figlia che si avvia alla sua prima vacanza da sola, protetta da capaci educatori, ma di fatto da sola ...

 "per fortuna che posso elaborare questo distacco scrivendolo sul blog, qui e la troverò qualcuna che ha o ha avuto lo stesso mal di pancia e il caldo allo stomaco, 
e quel senso di vuoto nel salutare l'inzio di un volo,   ..........   
vvvvVEroooOO??"

poi com'è di prassi il mio cervello segue percorsi astratti, e le connessioni neuronali si inventano bizzarre alchimie di pensieri.
non chiedetemi quale logica seguano, non lo so!

comunque mi sono detta che i blog sono davvero un luogo che aggrega contenuti, veicola messaggi, in alcuni casi (ma non questo, si intenda) sino ad una diffusione virale, ma fino a che punto?
sono fuochi che si accendono e spengono in modo del tutto casuale, connessioni effimere, o si tratta di tracce solide. 
ammetto che non mi sono troppo addentrata nel concetto delle reti neurali, ma mi immagino uno sfondo visionario in cui i contenuti 2.0 si aggregano e permettono lo sviluppo di ulteriori e nuovi contenuti e/o connessioni e/o culture.
un mondo del web come macro funzione pensante, con i rischi e le potenzialità conseguenti.
lo so la rete neurale non è il web, è altro ma alcuni concetti suonano come contigui ... (esperti eventuali di passaggio correggetemi, esplicate, offrite visioni nel caso ....)

ad esempio, il fatto che le mamme blogger si confrontino così massicciamente sulle loro storie, emozioni, fatiche, possibilità, è la solita rappresentazione e funzione delle madri che - al parchetto sotto casa - scambiano pensieri sul pannolino preferito, oppure è un nuovo modo di confrontarsi dal basso, su numeri decisamente maggiori, con uno strumento che crea ulteriori connessioni non controllabili a monte, e  alla fine crea un sapere/ una cultura diffusiva.

guardando oltre cosa può mostrare questo scenario....


(non è un caso che chi si occupa di marketing, di privacy, di sicurezza, di leggi si stia occupando in modo così massiccio anche di blogosfera e social network)


lunedì 6 luglio 2009

tutte le figlie che ho .. - fluidità -



... in realtà sono solo 2.
ma da quando sono in due ... mi sembra che la maternità sia diventato altro.
e che il mondo abbia un significato diverso, e che  quindi anche la mia proiezione nel mondo si sia trasformata.

se già avere figli è proiettarsi nel futuro, per tutelare e proteggere, per trasmettere distillando parte di se e della propria storia, per osservare una storia diversa che si dipana e svolge nel tempo; due figlie a distanza di 10 anni, l'una dall'altra, allungano ancora di più questa prospettiva.

il fiammare della preadolescenza della grande, la scoperta del mondo e del macrocosmo, mentre la piccola cerca di dominare la camminata e il microcosmo domiciliare.

fra una decina di anni si replicherà a soggetto.

ma questo ancora non è nulla di ciò che mi travolge.

se della figlia grande è stata l'appartenenza una all'altra, la maternità fertile e morbida, la radiosità totale e rotonda; la piccolina mi mostra l'alterità, la differenza, lo stupore continuo di qualcuno che imprevisto ed imprevedibile, perchè smantella e ricrea il già saputo e il già visto.
e allora la prima maternità va osservata da nuove sfaccettature dove le ombre celano angoli assolati, e i momenti soleggiati raccontano anche delle ombre che passano e sono passate.

e la seconda si espone per essere totalmente nuova, e rassicurante nelle ripetizioni.

essere madre della grande era una parte del puzzle.
la piccola va aggiungendo dei pezzi e il puzzle si va ingrandendo.

la grande è lenta e pacata come le acque di un grande fiume. 
ombrosa come sotto un salice piangente. 
morbida e femminea. 
tonda e liscia.
fluida.
alla ricerca di sguardi.

la piccola è un ruscello, allegro e saltellante.
piena di guizzi e scintillii di onde e schizzi.
forte e amorevolissima.
piena di abbracci.
rapida e squillante.

e allora chi sono io, chi è la madre di queste creature, così diverse e ugualmente significative in questa vita. 
una che non vuol dare un confine e un nome a ciò che impara e ciò che insegna ...




domenica 5 luglio 2009

regalo di promozione...

decidere cosa regalare alla grande per la promozione alla 1 ° media è stato complessivamente semplice.

un telefonino. 
che segnasse il passaggio simbolico ad una fase di maggiore responsabilità.
(non so se il cell. sia il meglio che potessi trovare ma certo è un oggetto che prevede e pretende un pò di attenzione e responsabilità, che va cqm monitorato  da noi adulti, e che assieme alle email permette il contatto con gli amici).

scopro che anche la mia amica da sempre o quasi, e che ha una figlia coetanea della grande, ha fatto la stessa scelta.

la cosa che scopriamo con orrore è i criteri che - ad 11 anni - si utilizzano per tale scelta sono:
1. piccolo
2. con forma stondata o non troppo quadrata
3. slide
4. con dettagli rosa/fuxia/viola
5. che faccia le foto (un dono alternativo era la macchina foto, ma si può sempre usare quella vecchia che i grandi non usano più)
fine!
ma come?
sta alle madri vedere la connettività, i pixel della telecamera, se c'è l'mp3, la scheda da 4 giga da aggiungere, leggersi le comparazioni dei modelli su inteneti, correlare qualità prezzo, mostrare la selezione finale. chiaramente la grande è stata debitamente "shampata" prima e durante sul fatto che questi aspetti erano essenziali almeno quanto il fuxia ....

in ogni caso è il rosa a prevalere ...

madri tecnologiche e figlie estetiche ... 

sabato 4 luglio 2009

ma com'è grande il mare......













la "minina" oggi compie 1 anno















venerdì 3 luglio 2009

casalinghità, un lavoro del cavolo ....


E' vero.
non mi ci abituo, e magari nemmeno faccio troppi sforzi ...
diciamo che non ho nemmeno troppa voglia di sforzarmici.
la casalinghità mi espone ad un non ruolo sociale, sofferto e silenzioso.
privo di quella ricchezza che permette il lavoro, mi sento scacciata in un ruolo svuotato la complessità espressiva e creativa che comporta risolvere o affrontare un problema, e forse soprattutto svilito dalla inutilità di comunicare attorno al suo oggetto. 

a nessuno della mia famiglia (com'è ovvio, nemmeno a me interesserebbe) fotte nulla se ho lavato i vetri o i pavimenti, o tantomento interessa discutere sulla tipologia di detergente sarebbe più proficuo usare, o sulla profumazione più gradevole.

la comunicazione è parte delle mie necessità esistenziali, così pure la ricchezza riflessiva sull'oggetto attorno al quale si ronza (lavoro educativo, nello specifico), per non dimenticare il gusto della problematicità che obbiga a trovare nuove strategie per fare ed imparare, ed infine la possibilità di costruire insieme agli altri, cooperare, riflettere, scambiare etc etc etc


come a dire che l'avere un cesso luminosissimo, scintillante, pulitissimo, non mi pare così interessante, e per quanto mi risulti essere una personalissima necessità igienica ed olfattiva fondamentale, umanamente mi indispone. 
non ci trovo gusto.

forse la casalinghità richiede qualche abilità che non è contenuta nel mio dna, esige una competenza zen nel fare cose bene, rilassate, per sè, senza attender un ritorno su un piano più esteso, è un fare che non abbisogna riconoscimento. 
magari bisogna essere in pace con se stesse, e saper stare in un luogo circoscritto.

non so e non capisco.
davvero




mercoledì 1 luglio 2009

i pd sbudella la serracchiani

rea confessa di pensiero autonomo.

non mi aspettavo molto ma evidentemente abituati ad insultare berlusconi ci si abitua "bene", a litigare ed insultare che esprime parere diverso.
stanti così le cose berlusconi potrebbe anche macchiarsi di pedofilia o peggio che avrebbe vita politica comunque lunghissima, perchè di fronte a lui non c'è più nulla.

diciamo che questa goccia fa traboccare il vaso e mi permette di capire perchè gli italici votano silvio ...
perchè ciò che resta della sinistra e l'accozzaglia residuale pd è incapace di fare altro che litigare. 
cani che si contendono l'osso ...
tristissimo scenario

è morta pina bausch

una che probabilmente sapeva fare parlare i corpi, nella danza, e nella loro dimensione esistenziale complessa.

metallo pesante

grazie al mio amico luciano, che per un pò di anni ha fatto il ferroviere, uno sguardo sui disastri annunciati ai treni

crescere ....

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DANZA

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